Camera di Commercio di Genova | Domande e risposte (FAQ)


Domande e risposte

Come posso avviare un’attività di commercio on line?

Consultando il nostro sito web alle pagine dedicate al commercio elettronico (link: http://www.ge.camcom.gov.it/IT/Page/t01/view_html?idp=224), si trovano le indicazioni utili per iniziare l'e-commerce, tra i quali gli adempimenti burocratici iniziali per avviare l'attività on line.

L’e-commerce è considerato impresa o solo attività occasionale?

L’attività è consentita liberamente fino a 5.000 € l’anno di ricavi. Oltre 5.000 euro è necessario aprire Partita IVA e iscriversi alla Gestione Separata INPS. Occorre però fare attenzione perché non tutte le attività di commercio elettronico rispettano il requisito della “occasionalità” e sempre più frequentemente la Guardia di Finanza esegue accertamenti sui venditori che si celano dietro finte prestazioni occasionali. Da un punto di vista fiscale, si configura l’attività di impresa ogni qualvolta vi sia un numero rilevante di transazioni di e-commerce che evidenzino una certa abitualità ed i proventi conseguenti sono considerati automaticamente redditi di impresa. Chi vende online, praticando una vera e propria attività d’impresa deve quindi dichiarare ai fini delle imposte dirette, IVA e IRAP, i ricavi derivanti da tali transazioni poiché ritenuti redditi derivanti dall'esercizio di impresa commerciale. Per avviare un’attività vera e propria è dunque necessario costituire un’impresa.

Quali sono le formalità amministrative per avviare un'attività di import-export?

Per avviare un’attività di import-export occorre innanzitutto esercitare un'impresa in forma di società o individuale. Dal 1° aprile 2010 è attiva una procedura denominata ComUnica che consente di eseguire contemporaneamente e con un’unica modalità di presentazione tutti i principali adempimenti amministrativi necessari all’avvio dell’attività ai fini della pubblicità legale nel Registro Imprese, dell’iscrizione all’Albo Imprese Artigiane, ma anche ai fini fiscali (IVA), previdenziali (INPS) e assicurativi (INAIL). Per le società orientate all'import-export, occorre che l'attività specifica che si intende sviluppare sia indicata nell’oggetto sociale. In generale, per le attività di import-export avviate bisogna considerare in che forma queste verranno esercitate, distinguendo tra: - attività di produzione e relativo commercio, generalmente libera (sussistono però determinati adempimenti per alcuni tipi di prodotti); - attività di commercio all’ingrosso, disciplinata dall’art. 5 del D. Lgs. 114/98, per la quale è necessario compilare il modello apposito rinvenibile sul sito della Camera di commercio ed allegarlo alla pratica ComUnica da inviare telematicamente al registro imprese; - attività di commercio al dettaglio, per le quali sarà necessario rivolgersi in via preventiva al Comune ove si intende esercitare l'attività (o dove l'impresa ha sede legale per le forme di commercio via Internet, quindi prive di un locale commerciale di riferimento) e documentare poi la presentazione della relativa domanda, tramite ComUnica, al Registro Imprese.

Come faccio a conoscere l'affidabilità del mio potenziale partner straniero?

In relazione al rischio che può derivare dalla scarsa solvibilità del partner commerciale straniero prescelto, dalla sua inaffidabilità, dalla sua malafede o anche dalla sua litigiosità, prima di intraprendere qualsiasi attività e/o trattativa commerciale è necessario raccogliere il maggior numero di informazioni possibili sulle condizioni di liquidità del partner, sui beni di cui risulta essere proprietario, sulle sue abitudini in fatto di pagamenti e su eventuali cause in cui è coinvolto. Tali informazioni sono reperibili da varie tipologie di fonti, con diversi gradi di affidabilità e comportanti un diverso costo, anche on line su siti specializzati di società che offrono tale servizio a pagamento. L’Ufficio E-commerce e Commercio estero della Camera di commercio di Genova, grazie all’abbonamento ad alcune fonti sopraccitate, offre alle imprese uno strumento di valutazione dell’affidabilità finanziaria del proprio potenziale partner straniero per sviluppare in maggior sicurezza le proprie attività con l’estero. Le banche dati con le quali si effettuano le ricerche sono: - Dun & Bradstreet: consente di ottenere report informativi su imprese situate all’estero, con indicazioni utili a valutare l’affidabilità e la solvibilità dell’impresa: informazioni di natura economica e patrimoniale, dati finanziari, dettagli sugli amministratori, abitudini di pagamento, comparazione con i dati di settore, ed il Rating D&B, un indice di rapida identificazione dell’affidabilità aziendale. - EBR (European Business Register): consente di consultare on line dati relativi alle imprese nei Paesi aderenti alla rete EBR (Austria, Belgio, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Macedonia, Norvegia, Paesi Bassi, Regno Unito, Serbia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ucraina) secondo le norme vigenti in ciascuno degli Stati. La rete infatti collega i Registri delle Imprese degli Stati aderenti. La gamma dei documenti disponibili varia a seconda dei Paesi, partendo da una base minima che comprende le schede impresa, fino a documenti più complessi come le liste dei titolari di cariche, gli atti e i bilanci. Il servizio è a pagamento.

Con tutti gli avvenimenti destabilizzanti che stanno succedendo in molte parti del mondo, come faccio a reperire informazioni sulla rischiosità dei mercati esteri?

Per quanto riguarda il rischio Paese, cioè quello che deriva non dal comportamento del singolo partner commerciale straniero, ma da eventi politici, sociali, economici e finanziari del Paese in cui si va ad operare, è indubbio che la ricerca delle informazioni da acquisire può presentare notevoli difficoltà. Nel campo del rischio Paese, in misura decisamente maggiore rispetto al campo del rischio commerciale, è bene non affidarsi a sistemi informativi poco sicuri, ma ricorrere a fonti ufficiali e istituzionali. Tra queste si suggerisce di consultare la società SACE (Servizi Assicurativi del Commercio Estero S.p.A con sito www.sace.it ), Agenzia del Ministero dell'Economia e delle Finanze italiano, che attraverso una serie di indicatori, monitora costantemente i mercati stranieri, esprimendo una valutazione sulla loro rischiosità.

Sono interessato all'area del Mediterraneo ed in particolare al nord Africa: come posso tenermi aggiornato su quanto sta succedendo in questi paesi?

Attraverso l’Istituto di Economia Internazionale e soprattutto l’Osservatorio permanente sulle economie della sponda sud del Mediterraneo, dal sito camerale è possibile visionare un aggiornamento mensile delle notizie di attualità riguardanti Marocco, Tunisia, Algeria, Libia e Egitto (link: http://www.ge.camcom.gov.it/IT/Page/t01/view_html?idp=1044 ). Le “Ultime dal Sud del Mediterraneo” sono anche, insieme ad altre, una rubrica della rassegna stampa curata dall’Ufficio Commercio Estero (http://www.ge.camcom.gov.it/IT/Page/t01/view_html?idp=378 ) e rientrano nella newsletter dedicata al commercio estero.

Quali sono le prime considerazioni che devo fare per operare all'estero?

Una volta assolti tutti gli adempimenti richiesti per l’apertura di un’impresa e raccolte tutte le informazioni utili per operare in sicurezza con l’estero, è possibile iniziare la propria attività commerciale. Le ulteriori considerazioni riguardano: 1. i Paesi di destinazione / provenienza delle merci che si intendono commercializzare ed i relativi risvolti in tema fiscale 2. i documenti comunemente utilizzati nelle operazioni con l'estero 3. il tipo di merci oggetto dell’operazione commerciale ed eventuali autorizzazioni o certificazioni da richiedere 4. le imposte applicate alle merci che si intendono commercializzare ed in particolare i dazi.

Quali sono i documenti comunemente utilizzati nelle operazioni con l'estero?

I documenti utilizzati comunemente nell'ambito delle operazioni commerciali con l’estero sono: • la fattura commerciale: emessa dal venditore nella lingua richiesta dal Paese destinatario della merce e nel numero di copie da esso stabilito, in cui sono riportati elementi essenziali secondo la normativa fiscale vigente e altre informazioni che possono essere comunque utili. • la distinta di carico: meglio nota come packing list emesso dal venditore, in cui devono essere riportati: il numero di fattura commerciale cui la distinta fa riferimento; il numero e la tipologia dei colli; la descrizione delle merci contenute in ciascun collo; eventuali estremi del container all’interno del quale vengono caricate le merci. • il certificato di origine (documento di origine non preferenziale): attesta l’esatta ed ufficiale origine delle merci da sdoganare. È uno strumento indispensabile per la dogana del Paese importatore che può così verificare il regime daziario da applicare alla merce. Tale certificato è da richiedere alla Camera di commercio competente territorialmente. Per la Camera di commercio di Genova la richiesta va effettuata attraverso lo sportello telematico che consente la compilazione della domanda direttamente on line. Talvolta può accadere che un determinato Paese ne richieda la vidimazione anche presso il proprio consolato o ambasciata. • il certificato EUR.1 o altri certificati di origine preferenziale: si tratta di documenti che servono ad attestare l’origine comunitaria delle merci, costituendo il titolo giustificativo per l’applicazione del regime tariffario preferenziale (dazio ridotto o nullo) in base agli accordi bilaterali tra l’Unione Europea ed alcuni Paesi. L’Autorità competente al rilascio è la Dogana. Può essere sufficiente, dietro assunzione di responsabilità, anche una dichiarazione su fattura, così come previsto dalla normativa comunitaria. • il documento di trasporto: è un documento che attesta la stipula di un contratto di trasporto tra il mittente ed il vettore e che comprova la presa in carico della merce da parte del vettore per effettuarne la spedizione nei termini convenuti tra le parti. I principali documenti di trasporto sono le lettere di vettura marittima, aerea, ferroviaria e stradale. • il certificato di assicurazione: è un documento che riporta le condizioni e le clausole del contratto di assicurazione stipulato sulla merce in corso di trasferimento dal mittente al destinatario. Oltre a questi documenti a seconda dei casi possono essere richiesti obbligatoriamente specifici certificati (come per esempio i certificati sanitari per gli alimentari) o altre attestazioni. Si consiglia di porre la massima attenzione e di verificare preventivamente la possibilità di ottenere in Italia documenti o dichiarazioni richieste da clienti o banche estere.

Un cliente estero mi chiede un certificato di origine emesso dalla Camera di Commercio. Che cosa è?

I certificati di origine sono documenti utilizzati nei rapporti tra la Comunità europea e i Paesi Terzi, in applicazione a quanto previsto dal Regolamento CEE n. 2454/93 del 2.7.1993. Essi sono esclusivamente destinati a provare l'origine delle merci e non attestano l'esportazione delle merci. Non sono considerati documenti che rappresentano la merce e dunque non possono essere considerati documenti accompagnatori. Informazioni e istruzioni sono reperibili sul sito www.ge.camcom.gov.it alle pagine del Commercio estero. La Camera di Commercio di Genova è accreditata alla rete internazionale ICC/WCF (International Chamber of Commerce/World Chamber Federation) per i certificati di origine. E’ a disposizione delle imprese una pubblicazione edita da Universitas Mercatorum e Unioncamere (realizzata nell'ambito del progetto WorldPass) dove vengono analizzate - sottoforma di FAQ – alcune casistiche relative ai certificati di origine.

Come faccio a richiedere un certificato di origine?

La richiesta di certificato di origine avviene attraverso sportello telematico. Occorre effettuare una registrazione, a seguito della quale viene attribuita una password di accesso (non modificabile). La compilazione on line avverrà con le regole previste dalle istruzioni (scaricabili anche in formato slides) e l’invio della pratica avviene con apposizione di firma digitale del legale rappresentante o del procuratore con poteri di rappresentanza risultanti dal Registro Imprese.

E' complicato ottenere un certificato di origine?

Formalmente la compilazione del certificato di origine è di per sé semplice. Soltanto per alcune caselle la compilazione è obbligatoria (1-2-3-6-7), ma occorre ricordare che tutte le indicazioni che sono inserite sul certificato devono comparire anche in fattura di vendita all'estero (che dovrà essere allegata alla richiesta). Si ricorda soltanto che il documento ha la funzione di “certificare” l’origine e null'altro, pertanto indicazioni che potrebbero essere inserite in fattura dall'impresa (sotto propria responsabilità) potrebbero invece NON essere accettate sul certificato (es.: composizione del prodotto, certificazioni di qualità). Un’attenta lettura delle istruzioni e delle slides scaricabili dal sito Web camerale saranno sicuramente utili (link: http://www.ge.camcom.gov.it/IT/Page/t01/view_html?idp=168 ). In ogni caso non possono essere inserite sul certificato indicazioni o altro che non possano essere verificabili documentalmente dal funzionario camerale. Più complicato potrebbe, invece, essere il reperimento delle informazioni sull'origine della merce in spedizione per ottenere la vidimazione del certificato: se si tratta di merce di origine comunitaria, occorre conoscere il reale produttore della merce (ragione sociale e indirizzo di produzione); se invece si tratta di merce di origine extra Unione Europea occorre essere in possesso e presentare della documentazione ufficiale sull'origine (a titolo esemplificativo: certificato di origine non preferenziale, bolletta doganale, certificati sanitari, ecc.). Si ricorda che il rilascio del certificato di origine avviene con la sottoscrizione di Dichiarazione Sostitutiva di Atto Notorio (con le conseguenti responsabilità anche penali per il firmatario) e pertanto è opportuno che le imprese siano certe delle informazioni sull'origine.

Mi hanno parlato di due distinti certificati di origine: di cosa si tratta?

La certificazione dell’origine (che in Italia NON può essere autocertificata ai sensi del D.P.R. 445/2000) può essere preferenziale o non preferenziale, ma in ogni caso ha una funzione doganale rispetto all’applicazione dei dazi. Nella pratica poi le funzioni del certificato si sono estese, ma resta fondamentale il rispetto del Codice Doganale Europeo. La certificazione preferenziale (es.: EUR 1, FORM A), di cui si occupa l’Agenzia delle Dogane, certifica l’origine di merci provenienti o destinate a Paesi con i quali esistono accordi con l’Unione Europea. Lo scopo è quello di agevolare gli scambi prevedendo un abbattimento (e in alcuni casi l’azzeramento) dei dazi doganali. La certificazione non preferenziale, di cui si occupano le Camere di Commercio, certifica la “vera” origine, quindi il “made in”, indipendentemente dagli accordi dell’Unione Europea e degli obiettivi di agevolazione degli scambi. E’ pertanto fondamentale - soprattutto per i traders – che si informino preventivamente sul produttore della merce che intendono esportare in modo da essere in grado di fornire le adeguate informazioni all’Ufficio Commercio Estero. Il rilascio del certificato di origine da parte della Camera di Commercio prevede un controllo documentale da parte dei funzionari camerali. Considerando obiettivi e controlli differenti nel rilascio, i certificati di origine preferenziali NON sono utili all’ottenimento di certificati di origine non preferenziale.

Un cliente straniero mi ha chiesto una certificazione relativa alla mia esportazione vidimata dalla Camera di Commercio: che cosa devo fare?

Spesso vengono richieste dall'estero delle “certificazioni” relative ad operazioni commerciali. La Camera di Commercio NON può emettere alcun “certificato” che non sia previsto dalla normativa e rientri quindi nelle sue competenze. In tali casi, l’impresa può – su propria carta intestata – procedere direttamente alla dichiarazione e quindi richiedere il “VISTO POTERI DI FIRMA” all'Ufficio Commercio Estero, attraverso compilazione di apposito modulo (Modulo B). L’Ufficio provvederà all'apposizione del visto, accertando soltanto che sia apposta una firma su dichiarazione effettuata da soggetto che in visura risulti avente poteri di firma (e quindi di rappresentanza neo confronti di terzi e della PA) per l’impresa. Sarà l’impresa ad assumersi responsabilità sull'autenticità della firma autografa in quanto la Camera di Commercio verificherà soltanto i poteri di firma e non l’autenticità della firma stessa. Si ricorda che NON possono essere vistate dichiarazioni contenenti indicazioni di origine/produzione della merce o menzioni discriminatorie. Tutti i moduli sono scaricabili al link: http://www.ge.camcom.gov.it/IT/Page/t01/view_html?idp=169

Devo fare un'esportazione temporanea fuori dell'unione europea: come posso procedere?

Esistono due procedure per effettuare un’esportazione temporanea: una è gestita direttamente dall’Agenzia delle Dogane e l’altra è gestita dalle Camere di Commercio. Per quanto riguarda la Dogana, la merce può essere temporaneamente esportata e successivamente reimportata senza pagamento dei relativi diritti doganali in applicazione dell'art. 214 del DPR n. 43 del 23 gennaio 1973 (T.U.L.D.). Per ulteriori informazioni si consiglia di contattare direttamente l’Ufficio doganale territorialmente competente. Per quanto riguarda la Camera di Commercio, questa può emettere uno specifico documento chiamato Carnet ATA, che consente l’esportazione temporanea senza il pagamento dei diritti doganali ed ha durata di un anno. Si sconsiglia l’utilizzo del Carnet ATA per tentata vendita, onde evitare il pagamento di sanzioni. L’utilizzo di tate documento è consentito soltanto per quei Paesi che hanno aderito all’apposita convenzione internazionale e soltanto per le modalità di utilizzo accettate (a titolo esemplificativo: fiere, campionari, materiale professionale). E’ opportuno perciò verificare preventivamente se Paese/modalità di utilizzo consultando l’elenco scaricabile al seguente link: http://www.ge.camcom.gov.it/IT/Page/t01/view_html?idp=171. In ogni caso non è possibile utilizzare in carnet ATA per merce deperibile e consumabile.

Cosa devo fare per ottenere un carnet ATA per un'esportazione temporanea?

Occorre compilare appositi moduli per la domanda ed effettuare il pagamento di un premio assicurativo per il documento (calcolato in base al valore della merce in esportazione) attraverso bollettino postale o polizza assicurativa, a seconda dei casi. I moduli di domanda e l’assicurazione, unitamente all’elenco della merce (secondo lo schema appositamente previsto per il Carnet e visionabile dalle istruzioni), vanno consegnati all’Ufficio Commercio Estero che procederà al controllo e alla compilazione del Carnet. Date le tempistiche della compilazione, il rilascio del Carnet ATA NON è immediato. Dal 2015 sono disponibili due diversi tipi di carnet ATA, con costi differenti: - Carnet Base:per due soli viaggi all’estero; - Carnet Standard: per più viaggi. Le regole di utilizzo dei documenti non cambiano. Modulistica e istruzioni sono scaricabili dal sito camerale al link: http://www.ge.camcom.gov.it/IT/Page/t01/view_html?idp=519.

Che cos'è la convalida annuale del codice meccanografico?

La convalida è l’adempimento previsto dall’ultima circolare ministeriale, che ha innovato il codice meccanografico, ossia il codice alfanumerico, che individua – anche nella visura del Registro Imprese – gli operatori con l’estero. L’obiettivo dell’introduzione di questo nuovo adempimento è quello di consentire alle Camere di Commercio di avere un registro degli operatori – chiamato ITALIANCOM – aggiornato e completo e alle imprese di essere inserite in un database il cui utilizzo ha importanti risvolti non soltanto amministrativi, ma anche promozionali per le stesse. Come per tutte le pratiche alla Camera di Commercio, la convalida si effettua con una procedura telematica (i cui dettagli possono essere scaricati alle pagine del Commercio Estero) e va effettuata obbligatoriamente ogni anno.

Ho sentito parlare del database italiancom: sapete dirmi cos'è?

ITALIANCOM è il registro degli operatori abituali con l’estero, ossia le imprese in possesso del codice meccanografico (per ulteriori dettagli si vedano le pagine dedicate nella sezione Commercio estero). Contiene dati forniti direttamente dalle imprese sulla base di un form stabilito dal Ministero dello Sviluppo Economico e che devono essere aggiornati annualmente attraverso la convalida telematica. Dal database è possibile estrarre elenchi secondo diversi parametri. Per rispetto della normativa sulla privacy e delle attività istituzionali della Camera di Commercio, gli elenchi vengono forniti soltanto ad imprese regolarmente iscritte alla Camera di Commercio: il servizio è a pagamento.

Se avessi un quesito specifico su temi legati al commercio internazionale, la Camera di Commercio può darmi una consulenza?

L’Ufficio E-commerce e Commercio Estero camerale è uno sportello informativo e di prima assistenza e non consulenziale. Proprio per fornire ai propri utenti un ulteriore strumento per approfondimenti e richieste specifiche, attraverso il portale www.worldpass.camcom.it , sportello on line per l’internazionalizzazione del sistema camerale, è possibile porre quesiti ad esperti direttamente sul Web. L'Esperto on-line offre agli utenti registrati un servizio di risposte tecniche e di primo orientamento a domande specifiche per argomento e Paese di interesse su questioni connesse ad operazioni con l’estero e con l’Unione Europea. La risposta al quesito perverrà direttamente sulla casella di posta elettronica indicati in sede di registrazione. Il servizio è gratuito.

Come posso tenermi aggiornato sulle notizie riguardanti il commercio estero?

L’Ufficio E-Commerce e Commercio Estero cura una rassegna stampa riguardante le notizie relative ai mercati esteri. Le NOTIZIE DAL COMMERCIO ESTERO sono consultabili direttamente in home page del sito web camerale www.ge.camcom.gov.it fra i TEMI PIU’ RICERCATI. La rassegna è suddivisa in rubriche fisse (come normativa, notizie dall’Europa o dal mondo), con segnalazioni di siti utili e approfondimenti su varie tematiche. Fra le rubriche ne figura anche una dedicata all’e-commerce e alle segnalazioni di eventi/iniziative per l’internazionalizzazione promosse da enti/organismi/associazioni ufficiali. E’ possibile iscriversi anche ad una newsletter specifica curata dall’Ufficio E-Commerce e Commercio Estero.

Ho un'impresa all'estero e vorrei aprire una sede/filiale anche in Italia. Cosa devo fare?

Occorre distinguere l’apertura di una sede secondaria o di una unità locale. Nel primo caso occorre deve richiedersi l’iscrizione a Registro Imprese da cui derivano specifici obblighi, ad esempio in materia di deposito del bilancio annuale. Nel secondo caso, invece, di una generica unità locale l’iscrizione avviene soltanto al REA (Repertorio Economico Amministrativo). Per la denuncia al REA deve essere compilato il modello R (contenente i dati generali dell’impresa) accompagnato dal modello UL (contenente i dati della sede secondaria o unità locale in Italia). Ulteriori informazioni sono reperibili dal sito camerale www.ge.camcom.gov.it alle pagine del Registro Imprese.

Come fare per calcolare l'importo degli oneri doganali per merci acquistate fuori dall'unione europea ed importate in Italia?

La base imponibile per l'applicazione dei dazi ad valorem (la quasi generalità dei dazi) è costituita dal valore della transazione, cioè dal prezzo effettivamente pagato o da pagare per le merci (normalmente il prezzo riportato in fattura), comprensivo delle spese di trasporto e assicurazione (articoli 29 e seguenti del Regolamento CEE n. 2913/92 e art. 32 dello stesso Regolamento CEE). Invece la base imponibile su cui va calcolata l'IVA all'importazione è costituita dal valore doganale sopra descritto, al quale vanno sommati gli eventuali dazi e le spese di inoltro fino al luogo di destinazione all'interno del territorio della Comunità (articolo 69 del DPR n. 633/72). Si evidenzia, tuttavia, che è necessario stabilire con precisione la tipologia della merce, anche da un punto di vista merceologico, sia per l´applicazione dell´esatto trattamento daziario e fiscale, sia per accertare l´eventuale necessità di licenze o l´esistenza di limitazioni all'importazione. Informazioni utili in proposito si possono acquisire consultando il sito web dell’Agenzia delle Dogane (www.agenziadogane.gov.it), alla pagina "La Tariffa Doganale (TARIC)". Si fa presente, comunque, che la classifica definitiva della merce viene determinata direttamente dai funzionari doganali solo all'atto della presentazione della stessa in dogana.

Vorrei delle informazioni più dettagliate prima di affrontare un nuovo mercato estero: come posso ottenerle?

L’Ufficio E-Commerce e Commercio Estero da anni svolge ricerche sui mercati esteri attraverso la realizzazione di Guide Paese, solitamente con il supporto di Enti o Istituzioni che collaborano alla stesura. Dalle pagine del nostro sito Web è possibile verificare se il Paese di interesse è già stato preso in considerazione, nonché l’anno di realizzazione della ricerca. Le Guide Paese possono essere ottenute su richiesta alla mail dell’Ufficio (sia su CD Rom oppure in formato PDF via mail) in modo gratuito per le imprese regolarmente iscritte al Registro Imprese di Genova. Per i soggetti non iscritti a Registro Imprese di Genova le guide sono disponibili a pagamento.

Avrei necessità di avere un elenco completo delle imprese genovesi che operano con l'estero: come posso fare?

L’Ufficio E-Commerce e Commercio Estero realizza ed aggiorna un catalogo delle imprese genovesi che operano con l’estero. Il catalogo, in formato CD Rom, consente anche di effettuare ricerche specifiche ed è in vendita presso l’Ufficio citato.